Valle del Rodano: viaggio tra vigne e castelli

Itinerario di charme lungo il Rodano, degustando vini pregiati e alloggiando in antiche dimore 

Il fascino di antichi castelli, il piacere di degustare vini d’ottima qualità abbinati ad una cucina gourmand, lo spettacolare panorama che la natura regala durante l’autunno: questi sono gli ingredienti ideali per trascorrere una vacanza originale e ricercata.
L’itinerario che vi proponiamo è rivolto soprattutto agli appassionati di vino, che amano gli ambienti chic e raffinati e si snoda lungo il Rodano, tra colline, vigneti e piccoli borghi medievali.

Punto di partenza del tour Lione, raggiungibile facilmente da Milano con volo Ryan Air, dove si può affittare un auto.

Il tour prevede come prima tappaCastello di Montmela, nel cuore della denominazione Beaujolais Villages, l’area che ha contribuito a rendere famoso e trendy il vino novello in tutto il mondo. Qui la contessa Delphine de Harcourt accoglie i visitatori per un tour del palazzo e una degustazione dei vini che nascono dai 54 ettari di vigne circostanti.

A cinque minuti di distanza, guidando verso sud-est, si incontra un altro piccolo paese, Denicé, dove sorge il Castello di Cercy, una dimora del XVII secolo con una splendida cantina a volta, che appartiene da otto generazioni alla famiglia Picard.

La tenuta è circondata da trenta ettari di vigneto e propone il Beaujolais Doc, il Beaujolais-Villages, il Beaujolais bianco e rosato e i nuovi Brouilly e il Moulin-à-vent.  Spostandosi a nord verso Odenas, si raggiunge il Castello di La Chaize, dove si possono ammirare il palazzo, i giardini e la cantina della marchesa Caroline Roussy de Sales.

Una tappa d’obbligo per i bongustai è il ristorante Donjon, provvisto di terrazza panoramica sulla vallata, che vanta tra le sue specialità lafaraona ruspante accompagnata da rane al prezzemolo o l’ossobuco di coda di rospo con fonduta di porro.

Potete dedicare il pomeriggio a girovagare senza una meta precisa tra i molti paesini medievali che si trovano nella zona, come  Montmelas-Saint-Sorlin, Anse e Oingt, che prendono il nome di villaggi des pierres dorées, dalle pietre dorate, per il colore delle rocce con cui sono edificati.

Un buon indirizzo molto raffinato dove pernottare è sicuramente il Clos de Pomeir, con tre deliziose camere nella maison principale e altre tre all’esterno, immerse nella natura, con la piscina e un ombreggiato cortile interno, da prenotare rigorosamente con molto anticipo.
Al mattino si parte verso il sud del Rodano Alpi, nel dipartimento della Drome, per scoprire il bouquet dei Côtes du Rhône. La capitale di questi vini e’ Tain l’Hermitage, dove, nella valle del Rodano, il cognome Chapoutier echeggia dal 1808. La famiglia ha iniziato a produrre vino nel 1879 e non si è più fermata. Oggi alla guida della tenuta c’è Michel, che segue i principi dell’agricoltura biodinamica e apre i suoi vigneti per visite guidate. Se si ha tempo si può partecipare a seminari e degustazioni, o fermarsi nel ristorante della maison per sperimentare una cucina d’ispirazione locale pensata ad hoc per sposarsi coi vini dell’azienda. Ai piedi della collina dell’Hermitage merita una visita anche la Cantina di Tain: mille ettari di vigne che danno vita a Cornas, 
Hermitage, Saint Péray, Crozes Hermitage e Saint Joseph, tutti da provare.
Per chi ama le cose insolite, nella piccola Hauterives, a mezz’ora di strada da Tain, c’è il Palazzo Ideale del postino Cheval, una costruzione unica nel suo genere creata nel corso degli anni, senza alcuna nozione di architettura e ingegneria, da monsieur Cheval, che consegnando la posta di casa in casa raccoglieva lungo il tragitto le pietre più strane e originali. A pochi chilometri La Bretonnière di Saint-Bonnet-de-Galaure propone una cucina classica e tradizionale che offre tutti i giorni uova fresche e pane fatto in casa. Tra le specialità la terrina di carne e legumi, il cavolo ripieno, lo stinco d’agnello al forno e il maialino arrostito sotto gli occhi dei clienti. Per la notte si può scegliere tra il soggiorno in un monolocale o il bed & breakfast nella casa dei proprietari, settecentesca e rustica, con travi a vista e un grande camino.
Il terzo giorno si segue il corso del Rodano verso sud fino ad arrivare a Châteauneuf sur Isère, patria di 
Jaboulet, tra le etichette più rinomate dei Côtes du Rhône. Per le degustazioni si scende nelle gallerie del Vineum, antiche cave color ocra ideali per l’invecchiamento del vino e luogo suggestivo dove assaporare il miglior nettare di Bacco della maison. Scendendo ancora, alle porte della Provenza, gli appassionati hanno la possibilità di entrare all’Università del vino di Suze la Rousse. Fondata in un castello del XII secolo, ospita sale per la degustazione, laboratori, una biblioteca e un gradevole giardino. L’Ateneo organizza stage di iniziazione alla degustazione, approfondimenti sul mondo viticolo e corsi per diplomarsi sommelier.
La strada che riconduce a Lione dura un paio d’ore e passa per la cittadina di 
Valence, dove  si possono ammirare le rovine del Castello di Crussol. Se si ha ancora un giorno a disposizione, invece, nei dintorni di Suze la Rousse si può trascorrere la notte nel Castello di Rochegude, una magnifica fortezza del XI secolo che domina sui vigneti.

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